Tra enciclica e intelligence algoritmica, il Vaticano scopre che la battaglia decisiva del XXI secolo si combatte sulla sicurezza cognitiva. L'intervento di Luigi Ricci, autore del saggio "Vaticano Zero Day"
Il tempismo, nel mondo dell’analisi strategica, non è mai un dettaglio. Quando l’8 maggio scorso è arrivato nelle librerie il mio saggio Vaticano Zero Day (Edizioni Lindau), sapevo di toccare un nervo scoperto, ma la realtà ha accelerato i tempi in modo macroscopico. Molti, inizialmente, avevano guardato alla mia tesi centrale come a un affascinante e inquietante scenario di scuola: la vulnerabilità sistemica, cognitiva e istituzionale del cuore pulsante della Chiesa cattolica di fronte all’avvento dell’Intelligenza Artificiale e delle minacce ibride.
Poi, appena una settimana dopo, il 15 maggio, è arrivata la firma della Lettera Enciclica “Magnifica humanitas” di Leone XIV, interamente dedicata alla custodia dell’uomo nel tempo degli algoritmi. La macchina d’Oltretevere la presenterà ufficialmente il 25 maggio, esattamente due giorni prima della mia presentazione del volume all’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 27 maggio.
Questa straordinaria sovrapposizione temporale non è una semplice coincidenza di calendario. È la prova provata che l’analisi dei sistemi complessi e dei flussi mediatici, se condotta con rigore metodologico, è in grado di mappare le coordinate di una crisi prima che questa emerga visibilmente in superficie. Siamo di fronte a un “allineamento dei pianeti” che trasforma la teoria in stringente attualità running-time.















