L’Italia vanta la banca più antica al mondo, Monte dei Paschi di Siena, fondata nel 1472: 20 anni prima della scoperta dell’America, destinata a diventare il primo mercato finanziario al mondo. Innestare agenti di intelligenza artificiale in un mercato così stratificato, a tratti vetusto, può quindi nascondere gli stessi rischi dell’apertura di un sarcofago senza l’intervento di specialisti adeguati.
Eppure, quell’esoscheletro rappresentato dall’IA e la sua promessa di accelerare di dieci volte ogni tipo di business non possono restare fuori dagli istituti di credito. Anche per questo gli investimenti corrono veloci nell’incrocio tra banche e tecnologia. Lo dimostrano i numeri proposti al Banking Day organizzato da Accenture nei teatri di Sky Italia. “Gli investimenti per integrare l’IA con formule olistiche nel settore delle banche ammontano a 31 miliardi di dollari a livello globale e sono destinati a crescere”, ha detto Teodoro Lio, amministratore delegato Accenture Italia. “Eppure, le banche hanno difficoltà a integrare su larga scala questa nuova modalità agentica. Se l’80% dei leader considera l’IA fondamentale per la crescita, solo il 30% si sente pronto a integrarla su larga scala”.











