L'Intelligenza artificiale può generare per il settore bancario italiano benefici per 8 miliardi di dollari in tre anni, pari a circa il 20% dell'utile netto aggregato, grazie a una combinazione di crescita dei ricavi, maggiore efficienza operativa e riduzione del rischio di credito.
Benefici che in termini di efficienza e ricavi possono avere ricadute decisive anche nella capitalizzazione di Borsa. Un nodo importante per Piazza Affari, visto il peso dei bancari sull'indice principale che ieri è volato sopra i 50mila punti. Il traguardo mancava da marzo 2000, ai tempi della corsa al dotcom e dei titoli legati a internet. La seduta, chiusa in rialzo dell'1,15%, ha dato seguito al rally degli ultimi giorni e ha beneficiato della fiducia dei mercati sull'esito positivo del vertice a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente statunitense, Donald Trump.
Un faccia a faccia tra i leader delle prime due economie al mondo che sullo sfondo ha anche la corsa allo sviluppo dell'Intelligenza artificiale e a stabilire gli standard globali della nuova tencnologia. Proprio il ruolo dell'IA è al centro dell'analisi realizzata per la nuova edizione dell'Accenture Banking Conference. «In un Paese come l'Italia, fondato sulle filiere produttive, l'Intelligenza artificiale può diventare un potente acceleratore di competitività solo se la trasformazione riuscirà a diffondersi lungo l'intero sistema economico», sottolinea l'ad di Accenture Italia, Teodoro Lio.






