Unipol ha pubblicato lo scorso 15 maggio i risultati del primo trimestre del 2026 migliori delle attese del consenso con un utile ante imposte di 456 milioni di euro, superiore del 6% rispetto al consenso di 430 milioni, un combined ratio del ramo danni pari al 90%, inferiore dell’1% (cioè migliore rispetto al consenso al 91%) e un indice di solvibilità, il Solvency II, pari al 248%, superiore del 2% rispetto al consenso (246%).

Più flessibilità sul dividendo Inoltre, durante la conference call, il management della compagnia assicurativa guidata dal ceo, Carlo Cimbri, ha commentato che, sebbene un livello alto di solvibilità sia particolarmente desiderabile in questo momento di incertezza geopolitica, e sebbene un livello elevato di capitale offra flessibilità per eventuali operazioni di M&A, questo indica anche una possibile flessibilità sul dividendo, a detta di Berenberg.

Unipol ha alzato il target di distribuzione cumulata dei dividendi nel periodo 2025-2027 dai 2,2 miliardi di euro precedenti ad almeno 2,4 miliardi già in occasione della pubblicazione dei conti 2025, quando ha aumentato la cedola del 32% dai 0,85 euro del 2024 a 1,12 euro nel 2025 (rendimento del 5,4%).

«Sebbene sia ancora troppo presto per Unipol per discutere le prospettive per il dividendo a valere sul bilancio 2026, riteniamo che il fatto che Unipol abbia aumentato il target di distribuzione dividendi 2025-2027 da 2,2 miliardi ad almeno 2,4 miliardi, e che stia pagando 0,8 miliardi nel 2025, implichi che l’attuale dividendo 2025 di 1,12 euro rappresenti un livello minimo», spiega il broker che, infatti, lo vede salire a 1,20 euro nel 2026 (yield del 5,7%), a 1,30 euro nel 2027 (yield del 6,2%) e a 1,40 euro nel 2028 (yield del 6,7%) a fronte di un utile netto stimato in aumento a 1,328 miliardi (1,161 miliardi nel 2025), a 1,479 miliardi e a 1,612 miliardi, rispettivamente.