L'utile balza a 433 milioni. L'ad Laterza: "Pensiamo a distribuire più dividendi"

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Unipol ha archiviato il trimestre con un risultato netto consolidato pari a 433 milioni (+6,2% rispetto al 31 marzo 2025) includendo il contributo della collegata Bper. Il risultato contabile, dunque senza l'apporto della banca, è salito invece del 15,4% a 329 milioni. A dare la spinta alla compagnia guidata da Matteo Laterza e presieduta da Carlo Cimbri è stata, in particolare, la raccolta diretta assicurativa in crescita a 4,8 miliardi (+7,1% rispetto al dato normalizzato al 31 marzo 2025 pari a 4,5 miliardi), con il comparto Danni che si attesta a 2,5 miliardi (+3,5%) e il Vita a 2,3 miliardi (+11,2). Il business Auto sta crescendo, sia nella componente RC sia negli altri danni auto grazie all' aumento del premio medio, al repricing delle coperture e agli accordi distributivi, in particolare con Stellantis. Il Combined Ratio si attesta al 90%, in ulteriore miglioramento rispetto al 31 marzo 2025 (91%) mentre si rafforza la solidità patrimoniale con il Solvency ratiodel gruppo assicurativo al 295% (dal 279% di un anno prima) e quello consolidato al 248% (dal 230%).Se Bper, l'istituto emiliano di cui il gruppo è azionista di riferimento, decidesse di annullare le azioni proprie dopo il buyback riportando così la quota di Unipol a superare la soglia del 20%, «saremo in conformità alle regole» e «con tutte le eventuali decisioni che vorrà prendere Bper a livello di annullamento, o non annullamento, delle azioni», ha sottolineato l'ad Laterza presentando i conti agli analisti. Quanto all'ipotesi che la compagnia possa superare il 20% di Bper a seguito di un eventuale annullamento delle azioni (legato al buyback da parte dell'istituto). In ogni caso, assicura il banchiere, «ci sarà semplicemente da essere conformi ai regolamenti per quanto riguarda l'autorizzazione alla quota che come Unipol possiamo avere in Bper». Laterza è stato incalzato anche sulla distribuzione del capitale: rispetto alla previsione di 2,2 miliardi presentata nel piano industriale, «abbiamo già migliorato a 2,4 miliardi il target dei dividendi nei tre anni. Non prevediamo di attivare uno share buyback, ma di procedere con la distribuzione dei dividendi cash», ha spiegato.