L'esperienza di Covid-19 non è bastata: oggi il mondo non è più sicuro di fronte alle pandemie rispetto a un decennio fa. È l'allarme che arriva dal rapporto del Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il documento ('A World on the Edge: Priorities for a Pandemic-Resilient Future’ - 'Un mondo in bilico: priorità per un futuro resiliente alle pandemie') analizza un decennio di Emergenze di sanità pubblica di rilevanza internazionale (Pheic), dall'epidemia di ebola in Africa occidentale del 2014 fino ad arrivare al più recente mpox, passando per la pandemia da SarsCoV2.
Focolai sempre più frequenti
Quello che emerge dall'analisi è un quadro nel quale i focolai di malattie infettive "stanno diventando più frequenti e più rilevanti in termini di numero di casi o decessi" a causa dei "mutamenti nei modelli di mobilità globale, nelle pratiche agricole e di allevamento, nei cambiamenti climatici e nell'urbanizzazione", si legge.
Peggiora anche l'impatto economico delle emergenze sanitarie, al punto da causare "importanti cambiamenti strutturali nelle economie". Allo stesso tempo, sembra emergere una sorta di "stanchezza" che fa diminuire "la tempestività e l'equità nell'accesso alle contromisure mediche", mentre, dopo il boom dei finanziamenti per Covid, gli investimenti nella preparazione alle pandemie sono tornati ai livelli del 2009. Non ultimo, gli effetti sociali delle emergenze sanitarie degli anni passati hanno reso le società "più povere, più diseguali e più divise".










