A distanza di anni dall’epidemia di ebola e dalla pandemia di Covid-19, il mondo non è al sicuro, ma sull’orlo di danni pandemici ancora maggiori. È questo l’allarme lanciato dal nuovo rapporto del gruppo di esperti del Global Preparedness Monitoring Board (Gpmb), appena presentato al margine della 79esima Assemblea mondiale della sanità. Secondo gli scienziati, infatti, a circa 10 anni dalla più grande epidemia di ebola (2014/2016) che ha messo in luce pericolose lacune nella preparazione alle epidemie, e a 6 anni da quando il Covid-19 ha trasformato queste mancanze in una catastrofe globale, le evidenze sono inequivocabili: un decennio di investimenti non ha tenuto il passo con il crescente rischio di pandemia.

Il mondo non è al sicuro

Il nuovo rapporto ha analizzato un decennio di emergenze sanitarie pubbliche di rilevanza internazionale (Pheic), dall’ebola in Africa occidentale al Covid-19 fino al Mpox (vaiolo delle scimmie), valutandone l’impatto sui sistemi sanitari, sulle economie e sulle società. Dall’analisi di indicatori chiave, quali l’accesso equo a diagnosi, vaccini e terapie, è emerso che il mondo sta facendo passi indietro. Per esempio, i vaccini contro Mpox hanno raggiunto i Paesi a basso reddito colpiti quasi 2 anni dopo l’inizio dell’epidemia, un arco di tempo maggiore ai 17 mesi che ci sono voluti per i vaccini anti-Covid. Inoltre, sottolineano gli esperti, l’impatto di queste emergenze va oltre la salute e l’economia: sia l’ebola che il Covid-19, infatti, hanno minato la fiducia nei governi, nelle libertà civili e nelle norme democratiche, “un danno amplificato da risposte politicizzate, attacchi alle istituzioni scientifiche e polarizzazione che sono persistiti anche dopo la fine delle crisi, rendendo le società meno resilienti alla prossima emergenza”, si legge nel documento.