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Le quattro mail inviate all’Università di Modena nel 2021 sono entrate nell’inchiesta su Salim El Koudri, il 31enne fermato dopo avere travolto con l’auto i pedoni in centro a Modena. «Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena», scriveva in una delle email spedite il 27 aprile di cinque anni fa. Poi un’altra richiesta: «Fatemi lavorare». Nella terza mail l’insulto: «Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio». Infine le scuse: «Mi dispiace per la maleducazione». I messaggi, inviati in poco più di un’ora, sono ora all’attenzione della Procura e degli investigatori che stanno ricostruendo il profilo dell’uomo accusato di strage. Il quadro che emerge resta frammentato. Da una parte l’azione di sabato, dall’altra il profilo personale e sanitario ricostruito nelle ultime ore. «Non hanno trovato al momento nessun video, nulla che possa far pensare a emulazione di un gesto terroristico. Né ad una motivazione politica - ha spiegato il legale Fausto Gianelli - El Koudri non è un credente, né islamista, né islamico. Non ha contatti con nessuna rete». La Procura di Bologna, attraverso il gruppo terrorismo della Dda, resta in contatto con i magistrati modenesi e con la Digos, ma al momento non ci sarebbero elementi che possano far ricondurre i fatti di sangue ad una matrice terroristica.










