«Dovete farmi lavorare, cristiani bastardi di merda». Così scriveva la sera del 27 aprile di cinque anni fa Salim El Koudri in una serie di mail inviate all’indirizzo dell’Università di Modena. Quattro messaggi in particolare ora all’attenzione degli investigatori, che stanno ricostruendo la sua personalità e verificando se dietro all’attentato di sabato scorso nel centro della città emiliana ci sia un atto di emulazione di stragi connesse, in mezza Europa, da soggetti anch’essi con problemi psichici e non legati a gruppi eversivi di matrice islamica. «Ho studiato per fare l’ATO, non il magazziniere, capito? E qui a Modena, non dall’altra parte del mondo. Ti restano in tasca 500 euro al mese, se ti va bene», scriveva, aggiungendo poi un esplicito: «Voglio lavorare». Gli investigatori stanno analizzando le mail insieme ai dati contenuti nel suo cellulare, per capire se negli ultimi tempi possa aver subito influenze esterne oppure si sia confidato con qualcuno riguardo alle sue preoccupazioni, legate soprattutto alla persistente mancanza di lavoro. Parallelamente, si attendono anche i riscontri da parte di Meta sui messaggi cancellati negli ultimi mesi dai suoi account social. L'aggressore di Modena ''mandava mail scrivendo 'bastardi cristiani', ma lascio agli investigatori anzalizzare queste cose". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di Radio 24. Per il fatto che Salim el Koudri sia italiano ''peggio mi sento'', ha sottolineato il vicepremier per poi aggiungere: ''Se va in giro col coltello in macchina poi, falcia la gente a 100 all'ora in centro a Modena, scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook, evidentemente ancora è più grave. Nel senso che non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo addirittura laureato''.
Le mail del 2021 di Salim El Koudri all’università di Modena: “Bastardi cristiani di m…”
«Voglio lavorare», scriveva il ragazzo in un messaggio all’ateneo










