«Bastardi cristiani, voi e il vostro gesù cristo in croce. Lo brucio». È uno dei passaggi contenuti nelle e-mail inviate il 27 aprile di cinque anni fa da Salim El Koudri all’Università di Modena e Reggio Emilia, oggi finite al centro dell’inchiesta aperta dopo l’attacco di sabato nel cuore della città emiliana.
Gli investigatori stanno ricostruendo il profilo psicologico e personale del 31enne, arrestato con l’accusa di strage e lesioni aggravate dopo aver travolto diversi pedoni con un’auto in pieno centro storico.I messaggi choc all'Università di Modena di Salim El Koudri Tra i documenti acquisiti dagli inquirenti ci sono quattro messaggi indirizzati all’ateneo modenese, dove El Koudri aveva conseguito una laurea triennale in Economia aziendale. Nelle mail emergono rabbia, frustrazione e un’ossessione legata alla ricerca di un impiego. «Voglio lavorare», scriveva più volte quella sera, lamentando di non voler accettare occupazioni precarie o lontane da Modena: «Dovete farmi lavorare come impiegato, non magazziniere».Frasi che oggi vengono analizzate dagli investigatori per comprendere se il disagio economico e l’isolamento sociale abbiano avuto un ruolo nella deriva culminata nell’attacco di sabato. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 31enne — nato a Bergamo da famiglia di origine marocchina e residente a Ravarino — era già stato seguito dai servizi di salute mentale tra il 2022 e il 2024 per disturbi schizoidi della personalità. La prefetta di Modena, Fabrizia Triolo, ha confermato che in passato erano stati segnalati episodi di alterazione psichica, ma che successivamente si erano perse le sue tracce.Il testo delle mail (e quella delle scuse) Sono dunque quattro email - come anticipato da Il Giornale - mandate in poco più di un'ora, il 27 aprile 2021, tra le 19.28 e le 20.38. Il mittente è Salim El Koudri e il destinatario è un indirizzo dell'Università di Modena e Reggio Emilia. «Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene». Poi, dopo pochi minuti, ancora: «Fatemi lavorare». E nella terza email: «Bastardi cristiani di m... voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio». Infine, le scuse: «Mi dispiace per la maleducazione».Il cellulare Gli investigatori stanno ora passando al setaccio il contenuto del cellulare e dei profili social dell’uomo per verificare eventuali contatti, influenze esterne o segnali di radicalizzazione. Al momento, tuttavia, la pista del terrorismo islamista non trova riscontri concreti: nelle perquisizioni domiciliari non sarebbero emersi collegamenti con ambienti estremisti né prove di una pianificazione ideologica dell’azione. L’ipotesi prevalente resta quella di un gesto maturato in un contesto di forte instabilità psichica e disagio personale.Un ulteriore elemento al vaglio riguarda l’attività online di El Koudri. Secondo alcune ricostruzioni, Meta avrebbe rimosso negli ultimi mesi diversi contenuti pubblicati sui suoi account perché ritenuti in violazione delle policy della piattaforma. Dopo l’attacco, i profili social sarebbero stati definitivamente chiusi. Gli inquirenti attendono ora i riscontri tecnici della società per recuperare eventuali messaggi cancellati e ricostruire gli ultimi mesi di vita del 31enne, descritto da chi lo conosceva come una figura isolata, senza lavoro stabile e progressivamente sparita dalla vita sociale. Il profilo di Salim El Koudri Salim El Koudri, il 31enne che sabato 16 maggio ha investito sette persone in centro a Modena, è cittadino italiano dal 27 settembre 2009, quando aveva 14 anni. La sua famiglia arrivò a Ravarino nel 2000. «Ha frequentato la scuola primaria in paese e gli insegnanti - spiega all'ANSA la sindaca Maurizia Rebecchi - ci hanno fatto sapere che aveva ottimo profitto, era un uno studente modello. Altrettanto alla scuola secondaria di Bomporto, quindi assolutamente un bambino come tutti gli altri». In seguito il giovane ha frequentato un liceo a Modena e poi si è laureato in economia aziendale.










