A sinistra El Koudri fermato dai passanti, a destra un frame del video che documenta il folle attacco

Il 27 aprile 2021 Salim El Koudri, il 31enne responsabile della tentata strage di Modena, inviò all'università di Modena una serie di email che sembrano documentare un astio verso la religione cristiana e in generale verso una società in cui non riusciva a integrarsi. A riportare il contenuto dei messaggi, ora all'attenzione degli investigatori che indagano sul caso, è il Corriere della Sera. El Koudri scrive in un italiano stentato, chiedendo di essere assunto dalla stessa università in cui si era laureato alla triennale di Economia aziendale. Sono le 19 e 28 quando il giovane schiaccia il tasto invio. Il testo della richiesta è il seguente (errori inclusi): "Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dovete ti rimangono rimangono in tasca 500 euro al mese se va bene". Alle 19.48 El Koudri manda un'altra email dal testo ancora più delirante: "Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo (in minuscolo, ndr) in croce lo brucio". Poi ci ripensa e quella sera stessa scrive di nuovo, scusandosi: "Mi dispiace per la maleducazione". Diversi mesi dopo, a febbraio del 2022, il 31enne si rivolge di nuovo all'università. Questa volta i toni sono diversi: "Non riesco a trovare lavoro coerente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo, ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie".L'ipotesi del movente religioso resta poco convincenteAl momento l'ipotesi del movente religioso resta comunque debole, mentre secondo il ministro degli Interni Piantedosi la componente del disagio mentale è "molto evidente". Nel 2022 El Koudri era stato attenzionato dal Centro di Salute Mentale per un disturbo schizoide della personalità. Dopo quel periodo di osservazione, però, "se ne erano perdute le tracce". A suo carico non risultano precedenti, né segnalazioni di polizia. Un dettaglio però non sfugge agli inquirenti: Meta aveva cancellato tutti i profili social dell'uomo, apparentemente per violazioni delle policy dell'azienda. Certo è che il giovane stata vivendo un profondo disagio. "Quello che è accaduto, è collocabile in una situazione di disagio psichiatrico" ha spiegato Piantedosi all'indomani dei fatti di Modena, mentre secondo il vicepremier Matteo Salvini il 31enne non era "un disadattato che viveva sotto un ponte". Dai dispositivi sequestrati non sarebbero emersi elementi di jihadismo o radicalizzazione islamica. Le email inviate all'università di Modena sono ora al vaglio di chi indaga. Come stanno i feritiIntanto l'Azienda ospedaliera-universitaria di Bologna e l'ospedale civile di Baggiovara hanno diffuso un aggiornamento sullo stato di salute delle persone rimaste ferite. I due pazienti trasportati all'ospedale Maggiore di Bologna si trovano entrambi in rianimazione. Si tratta di una donna e di un uomo, entrambi di 55 anni, con diversi traumi.La donna è ancora in prognosi riservata, ma le sue condizioni sono in lieve miglioramento pur restando critiche. L'uomo è stabile: non è più in immediato pericolo di vita, anche se la prognosi rimane riservata. All'ospedale civile di Baggiovara, a Modena, sono seguiti altri tre pazienti. Una donna di 69 anni è ancora in prognosi riservata ma mostra segnali incoraggianti: i medici hanno potuto staccarla dai supporti ventilatori e ora respira autonomamente.Un'altra donna di 53 anni presenta un quadro clinico stabile, mentre un uomo di 59 anni con trauma facciale viene descritto in "condizioni cliniche buone" e un quadro stabile. La prognosi è di 30 giorni complessivi.