New York, 18 maggio 2026 – Elon Musk ha perso la causa contro OpenAI. Il magnate accusava i vertici della società di intelligenza artificiale di aver ‘rubato’ di fatto la startup da lui co-fondata nel 2015 trasformandola da non profit company in azienda a scopro di lucro. Chiedeva un risarcimento danni di 150 miliardi di dollari che prometteva di destinare ad opere benefiche, oltre a una nuova ristrutturazione del gruppo, e all'uscita del Ceo Altman e del presidente Greg

Brockman. Secondo quanto scrive Bloomberg, dopo tre settimane di dibattimento, il tribunale di Oakland, California, ha respinto e annullato l’azione legale di Musk perché arrivata oltre i termini di legge.

Le accuse di Musk

Nel 2024 Musk ha citato Altman e Brockman in tribunale, accusandoli di aver tradito la missione filantropica iniziale della società che aveva contribuito a fondare e che aveva lasciato nel 2018. Trasformando la start-up in azienda commerciale, decollata poi con il successo di ChatGpt, i due ex soci avrebbero fatto, secondo Musk, un uso improprio dei 38 milioni di dollari che lui aveva investito in OpenAI. Stando alla versione dell’uomo più ricco del mondo, OpenAI avrebbe cercato indebitamente di arricchire investitori e insider a spese della no-profit, senza dare priorità alla sicurezza dell'IA.