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Il caso della famiglia nel bosco, che nelle settimane precedenti il referendum sulla giustizia di marzo aveva infiammato lo scontro tra governo Meloni e magistratura, torna a far discutere. E lo fa con una presa di posizione dell'Associazione nazionale magistrati, che insieme al Tribunale dell'Aquila mette in discussione la legittimità dell'ispezione che l'esecutivo ha lanciato. Scatenando la risposta immediata della Lega.

Le indagini sulla famiglia nel bosco e gli ispettori che chiedono accesso agli atti L'intervento era arrivato a inizio marzo (come detto, a poche settimane dal referendum sulla giustizia), quando i due figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham erano stati separati dalla madre, inviata in una struttura diversa. La presidente del Consiglio Meloni aveva detto di essere "senza parole" e che si trattava di una decisione che non faceva "stare meglio questi bambini". A quel punto aveva annunciato: "Il ministro Nordio sta mandando un'ispezione". L'istruttoria era già stata avviata a novembre 2025, quando la responsabilità genitoriale dei due era stata sospesa. Dall'annuncio di Meloni sono passati poco più di due mesi, ed emerge una certa preoccupazione per come si stanno muovendo gli emissari del ministero. Secondo quanto riportato, gli ispettori avrebbero chiesto di monitorare l'andamento del procedimento da vicino, così come tutti i procedimenti successivi dei magistrati. Avendo anche accesso agli atti istruttori.