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Valentina Santarpia

L'analisi della Flepar e i dati del ministero delle Finanze: «Applicare la legge Mosca-Golfo anche alle società pubbliche»

Erano il 5,8%, sono diventate il 43,2%, passando dalle 170 del 2008 alle 805 del 2024: ecco l'effetto della legge Golfo-Mosca, che ha imposto la presenza delle quote di genere nei consigli di amministrazione delle società private quotate in Borsa. Ma nelle amministrazioni pubbliche il quadro cambia completamente: secondo i dati del Ministero delle Finanze, a fronte di una percentuale del 58,8% di donne tra il personale di tutti i ministeri e della presidenza del Consiglio, i dirigenti di prima fascia donne sono solo il 39,1%. Ferma anche la presenza delle donne negli organi di amministrazione e controllo delle aziende controllate dalle pubbliche amministrazioni in Italia: 35,8%, percentuale molto simile alla quota di donne nei consigli di amministrazione delle società controllate dalle pubbliche amministrazioni, 33%. Della serie: tante donne lavorano in tutti gli ambiti, ma le loro carriere restano bloccate. Di qui l'appello della FLEPAR (federazione che rappresenta professionisti e alte professionalità del lavoro pubblico) ad estendere anche alla Pubblica amministrazione meccanismi più stringenti di equilibrio di genere nelle nomine di vertice, soprattutto per le posizioni direttive e gestionali : «I buoni risultati della Legge Golfo Mosca spingono a proseguire, estendere e rafforzare per le società partecipate pubbliche l’obbligo di riservare al genere meno rappresentato i ruoli di amministrazione focalizzando tuttavia l’ambito di applicazione alle posizioni di amministrazione effettivamente gestionale e decisionale operativo (amministratore delegato, ovvero con deleghe esecutive e operative per intenderci)».