Nella lettera inviata alla commissione, Meloni minaccia di ritirarsi dal Safe, il progetto di acquisto comunque con prestiti agevolati. Il passo indietro di Roma sul pacchetto di finanziamenti europei potrebbe tradursi nel taglio di investimenti chiave: dallo scudo antimissile alle costellazioni spaziali
La minaccia della premier Giorgia Meloni che domenica, 17 maggio, ha inviato una mail alla commissione europea chiedendo di attivare le clausole di salvaguardia sul debito per permettere all’Italia di spendere di più sull’energia così come nei piani dovrebbe fare per le armi, con il piano Safe, al momento non sortisce l’effetto sperato.
Come accaduto nell’immediatezza, anche oggi lunedì 18 maggio, un portavoce ha dichiarato che i margini sono pressoché nulli. “Per quanto riguarda la flessibilità fiscale in materia di energia, vorremmo sottolineare che, in questa fase, l’attenzione è rivolta allo sfruttamento pieno dei finanziamenti Ue già disponibili, che sono davvero ingenti”, ha detto la portavoce della commissione Ue sottolineando però che non si tratta di un commento specifico sulla missiva.
L’attesa per le previsioni di giovedi prossimo
Uno spiraglio l’Italia potrebbe averlo se giovedì le previsioni economiche da parte della Commissione vedessero un paese che non subisce troppo l’impatto del conflitto in Iran o in ogni caso in modo allineato al resto dell’Unione. Il giorno dopo, il venerdì 22, si terrà l’Eurogruppo, quindi a Cipro venerdì 22 e sabato 23 si terrà la riunione informale tra tutti i ministri Ue dell’Economia e delle finanze e dei governatori delle banche centrali. Due luoghi in cui il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punta a far valere la posizione dell’Italia (cara anche al suo partito, la Lega e che ha già generato tensioni con Crosetto).











