Giro di boa al 79° Festival di Cannes, con il concorso e le altre sezioni entrati nel vivo. E, a emergere in questo turning point è il film che non ci si aspettava in competizione. Si tratta di Hope scritto e diretto dal sudcoreano Na Hong-jin, una fanta-commedia ambientata in un futuro distopico della durata di ben 2 ore e 40 minuti la maggior parte dei quali occupati in vorticosi inseguimenti tra la polizia locale e dei giganteschi mostri alieni.
Puro intrattenimento in corsa per la Palma d’oro? Ebbene sì. Il direttore artistico Frémaux ha voluto stupire e “sdoganare” una sorta di enorme videogame di puro gusto coreano e quindi ben condito di splatter, urla, follia. Certamente il connazionale presidente di giuria Park Chan-wook si farà quattro risate e comprenderà “cose” a noi occidentali inaccessibili, ma il fatto resta che un’opera “di genere e del genere” alcuni anni fa non avrebbe mai avuto accesso al concorso ufficiale, il sancta sanctorum del cinema d’autore.
Se la cinefilia radicale (e snob) ha storto il bocca, quella più nerd ha gradito assai, addirittura urlando a “Palma d’oro subito!” durante la proiezione per la stampa. Di trama, in effetti, il film ne articola ben poca: la foresta vicino alla cittadina marittima e turistica di Hope è presa d’assalto da creature aliene orripilanti. Gli agenti e i cacciatori locali provano a ucciderli, ma a loro volta sono costretti a sfuggire dalle loro grinfie. La scoperta bizzarra è che a “incarnare” il maschio e la femmina principali delle creature aliene sono due attori serissimi e pluripremiati come Michael Fassbender e Alicia Vikander (coppia anche nella vita), felicissimi di presenziare alla premiere di Hope sulla Montée des Marches.










