Inizia come un film dei fratelli Coen, con tanto di poliziotto ottuso in pattuglia con la sua auto, diventa poi un thriller-horror e finisce come un fantasy che apre a un sequel. In mezzo a tutto questo ci sono due ore e quaranta di ininterrotta adrenalina, ritmo da formula 1, mostri che sembrano disegnati da Wiertz e Goya messi insieme, insomma benvenuti in questo 'strano animale' che si chiama 'Hope' di quel genio sudcoreano che è Na Hong-jin, autore di capolavori come The Chaser e The Wailing.
Dopo quasi dieci anni senza dirigere un lungometraggio, Na torna con questo progetto enorme ambientato vicino alla suggestiva zona demilitarizzata coreana. Il film, che mescola appunto horror cosmico, survival e paranoia collettiva, ruota attorno a una misteriosa presenza avvertita in un villaggio portuale di pochi abitanti chiamato Hope Harbor. Quello che inizialmente sembra l'avvistamento di una tigre si trasforma in qualcosa di incomprensibile e molto più pericoloso: per circa mezz'ora si sentono ruggiti e si vedono volare oggetti, case sventrate, ma il mostro non si vede. La cosa fantastica che quando appare non delude affatto è un mostro bellissimo, perdonate l'ossimoro, che grazie agli effetti speciali di ultima generazione ti fa correre, ti fa essere l'inseguito e l'inseguitore. Migliaia di colpi per questo mostro antropomorfo alto quattro metri, ma lui non muore mentre il piccolo ospedale è già pieno e manca anche il sangue. Va detto che gli abitanti del posto sono estremamente goffi, ma altrettanto coraggiosi, siamo comunque solo all'inizio e dopo un po' ti rassegni che c'è ancora tanta adrenalina da condividere. Cast che unisce stelle coreane e attori di Hollywood: Michael Fassbender e Alicia Vikander insieme a Hwang Jung-min (già protagonista in The Wailing) e Jo In-sung. Hoyeon (Squid Game) e Taylor Russell. Anche il budget di questo film è monstre, è diventato quasi leggendario in Corea del Sud: "Le stime più citate parlano inizialmente di circa 50 miliardi di won, cioè intorno ai 35-40 milioni di dollari, ma secondo fonti coreane più recenti il costo sarebbe salito enormemente durante la post-produzione, soprattutto per CGI ed effetti visivi, arrivando fino a circa 100 miliardi di won (oltre 70 milioni di dollari). Se fosse confermato, sarebbe uno dei film più costosi della storia del cinema coreano, probabilmente il più costoso mai diretto da Na Hong-jin. Per quanto riguarda la corsa a Cannes è impensabile che Hope non vinca nulla, d'altronde il presidente di giuria é Park Chan-wook e la sua presenza peserà pure qualcosa. Mai come quest'anno, poi ci sono tra i 22 film in concorso tanti asiatici. Oltre a Hope, troviamo: 'All of a Sudden' del regista giapponese Ryūsuke Hamaguchi, Sheep in the Box' di Hirokazu Kore'eda e 'Nagi Diary' di Kōji Fukada, tutti già passati in concorso e anche molto belli.










