Per arginare il fenomeno, ormai dilagante, delle corse clandestine lungo la litoranea Otranto-Santa Cesarea Terme si mobilitano anche i turisti. La strada panoramica a strapiombo su uno degli scorsi più suggestivi della costa salentina, soprattutto nei week end, si trasforma in un percorso abusivo da motoGP. Ne sono consapevoli i residenti che, da tempo, segnalano con video, post, foto, i raduni di motociclisti che danno poi inizio a corse clandestine con emissioni sonore oltre i limiti. Ma fosse solo quello il disagio: spesso la litoranea viene “sequestrata” da motociclisti in arrivo un po’ da tutta la Puglia andando a determinare condizioni di perenne pericolo per chi si trova a percorrere la litoranea al momento sbagliato.
E allora, a ridosso della stagione estiva, la mobilitazione si allarga: i residenti di un piccolo villaggio che sorge ai margini e i turisti sono esasperati e hanno lanciato una petizione su Change.org ribattezzata “Fermare le corse clandestine in moto lungo la litoranea Otranto-Porto Badisco e Santa Cesarea” che ha già raggiunto centinaia di firme in pochissimo tempo, con sottoscrizioni anche autorevoli di personaggi noti che hanno anche inviato e-mail pubbliche alle autorità di pubblica sicurezza, alla Provincia di Lecce (responsabile della litoranea) e al Parco Otranto-Leuca (perché le moto superano di almeno il doppio i limiti di emissioni sonore previste). D’altronde come riportato dagli organizzatori nella petizione si legge “incidenti continui, feriti, dolore e vittime si accompagnano a un disastro ambientale e sonoro a causa dell’inquinamento dovuto a marmitte aperte, accelerazioni esasperate e sfrenate velocità in curva”.






