Un investimento confermato, mentre si allarga la platea di beneficiari. La Carta del docente, utilizzabile per l'aggiornamento e la formazione, da quest'anno è disponibile per un numero maggiore di insegnanti. È questa una delle novità introdotte dal decreto che porta la firma sia del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che del ministro dell'Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, pubblicato nei giorni scorsi.
Accanto a questa buona notizia per alcune categorie di professori, ne segue una meno piacevole per chi ha ricevuto il bonus finora. La cifra disponibile sulla Carta del docente per l'anno scolastico 2025/2026 scende, infatti, da 500 a 383 euro. Ma questo è solo il secondo dei cambiamenti introdotti dal decreto. Cosa è la Carta docente e come richiederla La Carta del docente, o più propriamente nominata Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente, è un bonus statale riservato al corpo docenti delle scuole italiane pensato proprio per la formazione e l'aggiornamento. Il benefit è stato introdotto nel 2015 nella riforma della Buona scuola firmata dal governo Renzi e negli anni ha subito varie modifiche.
Attualmente non si tratta di un'integrazione in busta paga ma di una card elettronica da dover attivare sulla piattaforma dedicata. Per accedere è necessario utilizzare lo Spid o la propria Carta d'identità elettronica (Cie). Per il 2026, il bonus è disponibile dal 9 marzo e per utilizzarlo si deve procedere alla creazione di un voucher per ogni acquisto il cui valore deve corrispondere esattamente all'importo del bene o servizio che si intende comprare. L'importo è spendibile fino al 31 agosto. Le novità introdotte dal decreto La principale novità per l'anno scolastico 2025/2026 riguarda la platea a cui è destinata la Carta del docente, che per la prima volta include anche tutti i supplenti, anche quelli con contratto in scadenza al 30 giugno. Questo allargamento è il frutto di varie pronunce della Corte di giustizia europea e di ricorsi in tribunale presentati dalla Cgil. La platea di beneficiari arriva così a un milione di insegnanti, 200mila in più rispetto al 2025.






