In ritardo di sei mesi, ma è arrivata. Dal 9 marzo la Carta Docente è stata sbloccata, facendo tirare un sospiro di sollievo a oltre 1 milione di docenti (circa 200 mila in più rispetto allo scorso anno). Una buona notizia, con dei se e dei ma. Ecco luci e ombre di questo contributo.
Che cos’è e cosa si può acquistare
La Carta Docente è un contributo destinato ai docenti per comprare libri, riviste o per spese legate a corsi e attività di formazione e aggiornamento, teatri, musei, mostre. Non solo, serve anche per l’acquisto di hardware e software. Quest’anno le somme possono essere utilizzate anche anche per i servizi di trasporto di persone e per l’acquisto di strumenti musicali. Una precisazione sull’acquisto di materiali hardware: è previsto si possa usare il denaro solo alla prima erogazione, successivamente ogni quattro anni.
I limiti: quanto si può spendere per comprare tablet e pc
Parallelamente, il decreto introduce alcune limitazioni sull’acquisto di dispositivi tecnologici, che negli anni scorsi hanno rappresentato la voce di spesa prevalente. L’acquisto di computer, tablet e software sarà consentito solo con la prima erogazione della carta e successivamente con cadenza quadriennale. Per i docenti che avevano già usufruito della carta prima dell’anno scolastico 2025/2026, la possibilità di acquistare hardware e software resterà valida per il prossimo anno scolastico e poi seguirà anch’essa la stessa periodicità quadriennale. Questa misura è stata introdotta alla luce dei dati sull’utilizzo del bonus: secondo quanto comunicato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, negli ultimi quattro anni sono stati spesi 1,323 miliardi di euro, di cui il 60,5% destinato all’acquisto di hardware e software, il 28% all’acquisto di libri e solamente il 6% per corsi di formazione.







