Il Pd apre una riflessione sugli Stati Uniti dopo il seminario al Nazareno, distinguendo tra America e stagione Trump e rilanciando multilateralismo e diplomazia. Al centro la proposta di rafforzare l’asse europeo e i rapporti con il mondo progressista americano, mentre arrivano critiche al governo Meloni per un approccio giudicato troppo vicino a Trump. Intervista a Stefano Graziano, parlamentare dem e tra i dirigenti che stanno seguendo più da vicino il dossier internazionale del partito
Il Partito democratico continua a tessere la sua tela transatlantica. Dopo il seminario promosso al Nazareno per riflettere sugli Stati Uniti e sulle trasformazioni dell’Occidente – di cui Formiche.net è stata la prima testata a raccontare retroscena e obiettivi politici – il confronto dentro il Pd entra ora in una fase più operativa. Sul tavolo ci sono il rapporto con Washington, il ruolo dell’Europa, la crisi degli equilibri multilaterali e la necessità, secondo i democratici, di distinguere fra l’America e la stagione politica incarnata da Donald Trump. È in questo quadro che si inserisce la riflessione di Stefano Graziano, parlamentare dem e tra i dirigenti che stanno seguendo più da vicino il dossier internazionale del partito guidato da Elly Schlein. Per Graziano il punto è chiaro: ricostruire un asse europeo forte, rinsaldare il dialogo con il mondo progressista americano e riportare la diplomazia al centro delle relazioni internazionali, in una fase in cui, sostiene, sta prevalendo la legge del più forte.







