Roma, 18 mag. (askanews) – È partita in Italia la pesca sperimentale del pesce spada con “trapline”, un nuovo strumento altamente selettivo che azzera quasi del tutto le catture accidentali di specie protette come tartarughe e uccelli marini e dei giovani esemplari di pesce spada sotto taglia. Lo rende noto Confcooperative Fedagripesca nel sottolineare che sono circa 500 i pescherecci convolti nella sperimentazione autorizzata dal Masaf con un provvedimento datato 16 maggio, che ha recepito una raccomandazione dell’Iccat, la Commissione internazionale che si occupa di grandi pelagici.

Confcooperative Fedagripesca esprime forte apprezzamento per l’importante risultato politico e scientifico ottenuto dall’Italia in sede internazionale, che ha portato all’autorizzazione, ministeriale, per la raccolta dati, per l’uso del sistema “trapline” nella pesca professionale del pesce spada. Grazie a questo nuovo strumento si eliminano le costose esche naturali e si introduce un sistema di tracciabilità rigoroso sia in mare che a terra, speculare a quella già attiva per il tonno rosso.

Un traguardo che per l’associazione corona mesi di intenso lavoro diplomatico e tecnico condotto dal nostro Paese. “Accogliamo con grande favore l’introduzione di questa disciplina internazionale ICCAT”, dichiara Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.