A Longobucco test sull’uso del braccialetto sanitario, nessun intervento del 118 in 30 giorni. L’Asp di Cosenza pronta ad estendere il progetto “Sila protetta” e alleggerire i pronto soccorso. De Salazar: «Pronti a distribuire altri 30 dispositivi»

COSENZA– L’Asp di Cosenza traccia un bilancio sulla sperimentazione dei tre braccialetti elettronici per il monitoraggio dei parametri sanitari a Longobucco, inseriti nel progetto “Sila protetta”. Solo in due casi è stato necessario effettuare approfondimenti ulteriori, ma non ci sono stati trasferimenti urgenti in ospedale o interventi del 118. Il punto lo ha fatto il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Vitaliano De Salazar, che subito dopo l’insediamento ha visitato la comunità di Longobucco annunciando l’avvio del progetto, durato un mese.

LONGOBUCCO, I BRACCIALETTI SANITARI FUNZIONANO

«Nei 30 giorni di sperimentazione non si sono verificati eventi tali da richiedere l’attivazione del 118 o il trasferimento dei pazienti in ospedale – ha detto – Si è verificato un solo episodio che ha richiesto la visita presso l’ambulatorio di Longobucco di uno dei partecipanti allo studio. È stato eseguito un tracciato elettrocardiografico, successivamente refertato in telemedicina, e la paziente è poi tornata a casa dopo che si è accertata l’assenza di condizioni acute da trattare». In un secondo caso, invece, il braccialetto ha individuato valori pressori elevati. «Sarà quindi necessario rivalutare la terapia antipertensiva», ha aggiunto.«Questi dispositivi si stanno dimostrando uno strumento di screening particolarmente importante perché, oltre a segnalare eventuali eventi acuti, consentono, attraverso il monitoraggio costante dei parametri, di individuare anche valori non adeguatamente controllati. Operano quindi come strumenti di screening cardiovascolare e respiratorio»