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Silvia Turin

Il virus Bundibugyo ha creato in Repubblica Democratica del Congo un focolaio importante di un ceppo per cui non esistono vaccini o terapie. La diffusione però è localizzata e può essere fermata

Il Direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dopo aver consultato i funzionati della Repubblica Democratica del Congo e dell'Uganda, ha dichiarato domenica 17 maggio che l'epidemia da Ebola causata dal virus Bundibugyo nei due Paesi costituisce un'emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC) ai sensi del Regolamento sanitario internazionale, la seconda allerta più grave dopo l'emergenza pandemica.

Abbiamo chiesto a Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell'Università Statale di Milano: il contagio da virus Ebola può diffondersi in Europa e nel mondo? «Il rischio che possa arrivare in Europa e diffondersi al di fuori del continente africano in teoria non è nullo, soprattutto in un mondo caratterizzato da frequenti spostamenti internazionali, ma la zona in cui è stata segnalata l’attuale epidemia (la provincia di Ituri nella Repubblica Democratica del Congo) è isolata, teatro di conflitti: non è turistica o frequentata da stranieri. In passato i casi di Ebola segnalati in Europa e Italia si contano sulle dita di una mano e sono legati a operatori sanitari rientrati dall’Africa. Il rischio per la popolazione generale fuori dal continente africano è considerato molto basso».