Redazione

17 maggio 2026 15:59

Due sanitari con un bambino potenzialmente affetto da virus ebola (Foto: Al-hadji Kudra Maliro, Ap Photo, Lapresse)

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha dichiarato l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda un’"emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale", il secondo livello più alto di allerta previsto a livello globale. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, il rischio di diffusione nei Paesi confinanti è elevato, anche se al momento non sussistono le condizioni per parlare di pandemia.L’allarme riguarda un focolaio causato dal ceppo Bundibugyo del virus Ebola, una variante rara per la quale, allo stato attuale, non esistono vaccini o farmaci approvati. L’Oms ha avvertito che l’epidemia potrebbe essere “molto più estesa” rispetto ai casi finora individuati, con un rischio significativo di ulteriore diffusione locale e regionale.I numeri del focolaio: decine di morti e centinaia di casi sospettiSecondo i dati diffusi dall’Oms, nella provincia di Ituri, nell’est della Repubblica Democratica del Congo, sono stati registrati 80 decessi sospetti, 8 casi confermati in laboratorio e 246 casi sospetti distribuiti in almeno tre aree sanitarie: Bunia, Rwampara e Mongbwalu. Fonti locali e autorità sanitarie congolesi parlano però di un bilancio ancora più pesante, con oltre 80 vittime e più di 330 casi complessivi segnalati.Il focolaio si sarebbe già spinto oltre le zone inizialmente coinvolte. Un caso positivo è stato infatti confermato a Goma, importante città dell’est del Paese controllata dalla milizia ribelle M23 sostenuta dal Ruanda. Secondo il direttore dell’Istituto nazionale congolese per la ricerca biomedica (Inrb), Jean-Jacques Muyembe, si tratta di una donna che avrebbe contratto il virus dal marito morto a Bunia, spostandosi poi a Goma quando era già infetta.Un ulteriore caso è stato confermato nella capitale Kinshasa, presumibilmente in una persona rientrata dalla provincia di Ituri.Primi casi oltreconfine: due infezioni confermate in UgandaL’Oms ha riferito che il virus non è più circoscritto alla Repubblica Democratica del Congo. Due casi confermati sono stati segnalati nella vicina Uganda. Le autorità ugandesi hanno comunicato che un uomo di 59 anni, deceduto nei giorni scorsi, era risultato positivo al test per Ebola.La presenza di contagi in più Paesi ha contribuito alla decisione di elevare il livello di allerta internazionale, anche se l’agenzia Onu ha precisato che, al momento, la situazione non configura un’emergenza pandemica globale.Medici senza frontiere: "Epidemia estremamente preoccupante"L’ong Medici senza frontiere (Msf) ha definito il focolaio "estremamente preoccupante", annunciando la preparazione di una risposta sanitaria su larga scala. Anche l’Africa Cdc, l’agenzia sanitaria dell’Unione africana, aveva dichiarato nei giorni scorsi l’emergenza per l’epidemia localizzata nella provincia di Ituri, una delle aree più instabili del Paese, segnata da decenni di conflitti armati.Cos'è l'ebola e come si trasmette L’Ebola è una febbre emorragica virale altamente contagiosa, spesso letale, trasmessa attraverso il contatto diretto con fluidi corporei di persone infette, come sangue, saliva, vomito o altri liquidi biologici. Le persone contagiate diventano infettive solo dopo la comparsa dei sintomi, al termine di un periodo di incubazione che può variare da due a 21 giorni.I sintomi iniziali includono febbre alta, mal di testa, dolori muscolari, affaticamento e mal di gola. Nelle fasi successive possono comparire vomito, diarrea, eruzioni cutanee e sanguinamenti interni o esterni.Negli ultimi cinquant’anni il virus ha provocato circa 15mila morti in Africa. La più grave epidemia registrata nella Repubblica Democratica del Congo, tra il 2018 e il 2020, causò quasi 2.300 decessi e oltre 3.500 contagi.Quello attuale è il 17esimo focolaio di Ebola nel Paese da quando la malattia fu identificata per la prima volta nel 1976, nell’allora Zaire. L’ultima epidemia congolese, dichiarata nell’agosto 2025, era stata considerata conclusa a dicembre dopo almeno 34 morti.