HomeReggio EmiliaCronacaNuovo presidio al macello. La rabbia degli animalisti: "Non riuscite a fermarci"Altro sit-in a Fodsondo di Correggio per protestare contro la ‘Zerbini e Ragazzi’. Stavolta però nessun disordine o vandalismo. I cori: "Chiudete quest’orrore".Gli animalisti di ‘Animal Equity’ con i cartelli durante il presidio di ieri a Fosdondo, contro il macello ‘Zerbini e Ragazzi’Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn nuovo presidio davanti alla sede del macello equino "Zerbini e Ragazzi", a Fosdondo di Correggio, stavolta si è svolto in modo tranquillo, senza le "sorprese" che avevano caratterizzato la conclusione della precedente manifestazione, di otto giorni prima, quando al rientro alle auto, diversi animalisti si erano trovati i pneumatici delle auto completamente sgonfi per un danneggiamento ad opera (per ora) di ignoti. Per rispondere a quel gesto vandalico, gli attivisti di Animal Equality Italia hanno organizzato l’ennesimo presidio, ieri pomeriggio, con animalisti arrivati con auto e con un pullman messo a disposizione dai promotori, partito da Milano e con fermata a Reggio Emilia.

"Non potete fermare un fiume che scorre verso la giustizia", lo slogan degli attivisti, che rinnovano le accuse conto l’azienda correggese in cui – secondo gli animalisti – non verrebbero rispettate le norme in materia di macellazione". I manifestanti stavolta sono dovuti restare in uno spazio ridotto rispetto al passato. "Le forze dell’ordine ci hanno ristretto lo spazio pubblico. E’ stata interdetta – dicono gli attivisti – un’area adiacente un vigneto, dove nei giorni scorsi risultano essere stati sparsi diserbanti e altri prodotti chimici per l’agricoltura. Nonostante questo, abbiamo comunque svolto la nostra iniziativa". Poi, un chiaro riferimento a quanto accaduto otto giorni prima: "A Correggio – hanno aggiunto – è successo qualcosa che non si spiega con i numeri, ma con il calore di chi resta fianco a fianco. Con il vandalismo alle auto ci volevano a piedi, invece ci hanno regalato una marcia in più. Ci volevano rassegnati, ma ci hanno reso inarrestabili. Questa non è una stata attuata come semplice protesta. È il momento in cui decidiamo che la luce nei nostri occhi non si spegnerà più davanti a quei cancelli. È la forza di chi presta il proprio fiato a chi, lì dentro, non ha mai avuto il diritto di avere una voce. L’indifferenza ha i minuti contati perché noi abbiamo scelto di non voltarci più dall’altra parte".