Centinaia di attivisti per i diritti degli animali hanno cercato di entrare in una struttura di allevamento e ricerca negli Stati Uniti, venendo respinti dalla polizia con lacrimogeni e proiettili di gomma. L’operazione, organizzata da settimane, mirava a liberare migliaia di cani. Arrestato anche il leader del gruppo. È il secondo tentativo in pochi mesi contro la stessa struttura, già al centro di polemiche e indagini. Nessun animale è stato portato via durante l’azione. Le autorità parlano di proteste violente, mentre gli attivisti denunciano una risposta eccessiva delle forze dell’ordine.
Il tentativo di irruzione e la risposta della polizia
Scene di tensione e scontri si sono registrate sabato quando centinaia, in alcuni momenti fino a circa mille, attivisti per i diritti degli animali hanno tentato di entrare nella struttura Ridglan Farms, un allevamento e centro di ricerca su beagle situato a circa 40 chilometri da Madison.
Le forze dell’ordine hanno respinto i manifestanti utilizzando lacrimogeni, spray al peperoncino e, secondo diverse testimonianze, anche proiettili di gomma. Il bilancio include numerosi arresti, tra cui quello del leader del movimento, Wayne Hsiung.
Lo sceriffo della contea di Dane, Kalvin Barrett, ha dichiarato in un video che tra 300 e 400 persone stavano “tentando violentemente di entrare nella proprietà” e di aggredire gli agenti. “Questa non è una protesta pacifica”, ha affermato Barrett.







