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Succede che sei al Salone Internazionale del Libro di Torino. Sei lì perché sei stata chiamata a partecipare a un incontro sulla letteratura e il cinema, insieme ad altri sette scrittori calabresi, al tavolo della Fondazione Calabria Film Commission. E sei lì, naturalmente, anche perché il tuo romanzo d’esordio – «Col buio me la vedo io», pubblicato da Einaudi nel 2025 – continua a fare incetta di complimenti. E di nomination. E di premi. E succede che, qualche minuto prima di entrare in sala, squilla il telefono. O forse arriva un messaggio. O forse è la tua agente che ti raggiunge con un sorriso. E con la notizia. Hai vinto il Premio Caccuri per la Narrativa. L’ennesimo. È quello che ieri, al padiglione Oval del Lingotto Fiere, all’interno dello spazio espositivo della Calabria, è capitato ad Anna Mallamo. Per lei, scrittrice, giornalista e collega che dirige le pagine di Cultura e spettacoli del nostro giornale, è il riconoscimento che chiude un anno di passaggi importanti: il SuperMondello già conquistato, la presentazione al Premio Strega 2026, la presenza nella Decina 2026 del Premio Sila. Una traiettoria editoriale che ha imposto il suo esordio come uno dei casi narrativi più rilevanti dell’ultima stagione letteraria nazionale.