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Dall’inizio della crisi energetica provocata dalla guerra in Medio Oriente si parla del possibile ritorno della stagflazione. Se ne parla per gli Stati Uniti, ma con molta più insistenza per l’economia europea, che è relativamente più esposta agli effetti della crisi. C’è comunque molto dibattito sul fatto che la stagflazione colpirà l’Europa oppure no: al momento è soltanto un rischio.
Stagflazione è la combinazione delle parole “stagnazione” e “inflazione”: indica una condizione economica in cui convivono allo stesso tempo un’economia stagnante ed elevata inflazione, cioè un significativo aumento dei prezzi. A questi due elementi spesso se ne aggiunge un terzo, cioè l’aumento della disoccupazione. Non è quindi una bella condizione per un’economia, anzi: è anche piuttosto strana e difficile da combattere con le politiche economiche tradizionali.
Nella teoria economica classica, stagnazione e inflazione sono inversamente correlate. Significa: se sale una l’altra si abbassa, e viceversa. (Ovviamente non è che la stagnazione, cioè la scarsa crescita economica, si alzi, ma questo può essere un modo per visualizzare meglio cosa succede). Era successo nel 2022-2023 quando, semplificando molto, l’inflazione aumentò a causa di un “surriscaldamento” dell’economia, in cui salari e prezzi crescevano a ritmi insostenibili (quindi stagnazione bassa e inflazione alta). In quegli anni, per abbassare l’inflazione, le banche centrali alzarono i tassi d’interesse facendo così rallentare l’economia (quindi stagnazione alta e inflazione bassa).









