di
Vera Mantengoli
In vista dell'estate (e del boom di barche) il museo di Storia naturale ha predisposto un vademecum: «Non avvicinatelo, non toccatelo e non dategli da mangiare. E non chiamatelo per nome, è un animale selvatico»
Difficile per i cittadini non chiamarlo più Mimmo o Nane, ma gli scienziati ricordano di non antropizzare il delfino che ormai da un anno abita in bacino San Marco. «Bisogna evitare qualsiasi contatto, anche se lui cerca di socializzare, altrimenti mettiamo a rischio la sua stessa vita» hanno ribadito sabato al museo di Storia naturale il direttore e biologo Luca Mizzan, Silvia Bonizzoni e Giovanni Bearzi, cetologi di Dolphin Biology and Conservation e Sandro Mazzariol del dipartimento Biomedicina comparata e Alimentazione, università di Padova. Ormai Mimmo-Nane è diventato parte della quotidianità dei veneziani, ma i ricercatori da questa settimana inizieranno a diffondere un codice di comportamento in italiano e in inglese per proteggerlo dal pericolo della stagione estiva che si avvicina aumentando il traffico acqueo. Cinque le raccomandazioni: mantenere una distanza di sicurezza di 50 metri, rispettare i limiti di velocità ed evitare accelerazioni o brusche inversioni di rotta; non offrire cibo o lanciare oggetti in mare; non attirare la sua attenzione; non cercare di interagire con lui. Infine, il numero Whatsapp 366 9256638 per emergenze o informazioni.











