di Gabriele Principato
Da ricetta «di conforto» per una donna dopo il parto a fenomeno globale della cucina italo-americana: le fettuccine Alfredo continuano a conquistare gli Stati Uniti, ma in Italia si fatica a trovarle
All’estero sono considerate un simbolo della cucina italiana. Ma nel nostro Paese sono quasi del tutto sconosciute e non le si mangia praticamente da nessuna parte. L’origine delle fettuccine Alfredo non è chiarissima. La paternità è contesa fra due ristoranti romani: «Alfredo alla Scrofa» e «Il Vero Alfredo», tra i pochi a proporle in Italia. In ogni caso, la ricetta — tagliatelle all’uovo condite con burro e formaggio — negli anni ha avuto sempre più successo all’estero. Soprattutto negli Stati Uniti (un po’ come gli spaghetti alle polpette, la pizza all’ananas o l’insalata Caesar) dove molti ristoranti provano a replicarlo con esiti maldestri.
La ricetta originaleLa ricetta ha solo tre ingredienti: la pasta all’uovo, di una sottigliezza particolare che richiede un tempo di cottura inferiore ai 30 secondi, il burro fresco e il parmigiano. Fin dal suo esordio, il ristorante «Alfredo» di Roma realizza a mano le fettuccine, servite poi in tavola dal «mantecatore» che amalgama con un gesto abile la pasta e la salsa. Esistono poi innumerevoli versioni e distorsioni: da quella con aglio e cipolle all’aggiunta di panna, latte e formaggi vari.








