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Da parte di Leonardo Apache La Russa (figlio del presidente del Senato) c'è stato uno "spontaneo adempimento risarcitorio", con una "offerta congrua e idonea" (25mila euro, non accettati dalla vittima) per il danno "patito" dalla ragazza. E va considerato anche "il contegno tenuto dall'imputato dopo i fatti", che si evince da una lettera depositata nell'udienza dello scorso 13 novembre, nella quale "ha mostrato sincero dispiacere per le sofferenze" causate alla giovane e una "presa di coscienza in ordine alla condotta" che gli veniva contestata.

Stando al documento che Fanpage.it ha potuto visionare, sarebbero queste le motivazioni della sentenza con cui la gup di Milano, Maria Beatrice Parati, ha dichiarato estinto il reato di revenge porn per il giovane, assistito dagli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni. La denuncia di revenge porn era stata presentata dalla giovane dopo la notte tra il 18 e il 19 maggio 2023, in cui avvenne una presunta violenza sessuale (inchiesta già archiviata) e a seguire la diffusione di immagini sessuali senza il consenso della giovane. Inoltre, per la giudice che ha emesso la sentenza di "non doversi procedere", non è nemmeno necessario in questo caso, come invece sostenevano i pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro, un "percorso psicologico riparativo da parte dell'imputato". Sempre la gup ha condannato, invece, ad un anno, pena sospesa, l'amico dj Tommaso Gilardoni, pure lui imputato per diffusione illecita di immagini senza il consenso della giovane (archiviato anche lui per la contestata violenza) e che aveva scelto il rito abbreviato.