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Ultimo aggiornamento: 13:56

Prima l’archiviazione per l’accusa di violenza sessuale. Adesso la giudice per l’udienza preliminare di Milano, Maria Beatrice Parati, ha ritenuto congrua l’offerta di risarcimento di 25mila euro da parte di Leonardo Apache La Russa a favore della ragazza che lo ha denunciato anche per revenge porn. La stessa giudice ha dichiarato estinto il reato a carico del figlio del presidente del Senato. Vicenda chiusa, anche se rimane ancora aperta dal punto di vista economico: i legali della giovane ritengono “non condivisibile il giudizio di congruità” del risarcimento e annunciano appello. L’amico di Leonardo Apache, il dj Tommaso Gilardoni, è stato invece condannato – con rito abbreviato – a un anno, anche lui imputato per diffusione illecita di immagini senza il consenso della giovane per un altro video di quella notte tra il 18 e il 19 maggio 2023. Già nella scorsa udienza era emerso che la difesa di La Russa, coi legali Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, aveva presentato quell’offerta risarcitoria a favore della ragazza e anche la richiesta di accedere a un percorso di giustizia riparativa.

“Non è un’offerta congrua, c’è stata una lesione di un mio diritto costituzionale”, aveva spiegato la giovane in una mail depositata dal suo legale Stefano Benvenuto. Allo stesso tempo, il figlio del presidente del Senato aveva inviato alla giudice una lettera nella quale si dispiaceva per quanto accaduto, in modo “sincero”, e manifestava l’intenzione di voler incontrare di nuova la ragazza e parlare con lei. Oggi la giudice, giudicando congrua la cifra offerta da La Russa jr (in questi giorni depositata nel procedimento con un assegno come prevedono le norme), ha dichiarato l’estinzione del reato e del procedimento a suo carico (senza giustizia riparativa), dopo che era già arrivata l’archiviazione della gip Rossana Mongiardo, su richiesta dell’aggiunta Letizia Mannella e della pm Rosaria Stagnaro, per l’imputazione principale di violenza sessuale per quella notte passata prima alla discoteca Apophis e poi a casa La Russa. La Procura, in questa tranche, aveva posto come condizione per la congruità del risarcimento la giustizia riparativa.