La giudice di Milano Maria Beatrice Parati ha ritenuto congruo il risarcimento offerto da Leonardo Apache La Russa, accusato di revenge porn, e ha stabilito che per lui non è necessaria la giustizia riparativa. Un provvedimento che di fatto estingue il reato. Condannato a un anno (pena sospesa) l'amico deejay Tommaso Gilardoni per aver inviato a un'altra persona il video registrato la notte tra il 18 e il 19 maggio 2023 a Milano dove si mostra un rapporto con una ragazza. Entrambi lo scorso ottobre erano stati definitivamente archiviati dal gip per violenza sessuale.
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Caso La Russa jr, i pm: “Non ci fu violenza sessuale”. Sotto accusa per revenge porn
MONICA SERRA, ANDREA SIRAVO
La difesa del giovane La Russa, rappresentata dagli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, aveva formalizzato nella scorsa udienza l'offerta risarcitoria, somma ritenuta ragguardevole dalla Procura (la pm Rosaria Stagnario e l'aggiunta Letizia Mannella) ma solo se legata a un percorso riparativo. Offerta che non aveva invece soddisfatto la giovane ripresa nei video. Oggi la giudice ha ritenuto ''congrua'' l'offerta di Leonardo Apache La Russa. L'accusa di revenge porn, ossia la diffusione di immagini senza il consenso della vittima, riguarda due distinti episodi ed è aggravata per l'uso dello "strumento telematico".










