Un "sincero dispiacere per le sofferenze" inflitte alla sua ex compagna di liceo messo nero su bianco in una lettera di scuse, l'essersi reso conto della vicenda che gli è stata addebitata e l'offerta spontanea di un risarcimento ritenuto congruo e idoneo.
Sono gli elementi che hanno indotto, lo scorso dicembre, la gup di Milano Maria Beatrice Parati ad accogliere la proposta avanzata da Leonardo Apache La Russa, tramite gli avvocati Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, di ristorare con 25 mila euro la vittima di un episodio revenge porn individuato e stralciato nella più ampia indagine per violenza sessuale in cui il figlio del presidente del Senato è stato archiviato assieme all'amico dj, Tommaso Gilardoni.
Il quale, in questo filone di inchiesta per diffusione, senza il consenso, di immagini intime dell'ormai famosa notte tra 18 e il 19 maggio 2023, ha scelto il rito abbreviato ed è stato condannato a un anno di reclusione con la sospensione della pena.
La giudice nelle motivazioni della sentenza per cui ha ritenuto adeguata la somma - dalla 22enne e dal suo legale, Stefano Benvenuto, mai accettata - e ha dichiarato estinto il reato per il terzogenito di Ignazio La Russa senza la necessità di "percorso psicologico riparativo da parte dell'imputato", ha sottolineato che in questa vicenda va risarcito il danno "morale" subito.








