Caro direttore, siamo di nuovo alle polemiche sul fine vita. Adesso coinvolgono anche l'ex governatore Luca Zaia e l'attuale governatore Alberto Stefani che su questo argomento, a quanto abbiamo capito, non sono proprio in sintonia. Il risultato di questa situazione è che in tutto questo polemizzare e dividersi se è lo Stato, la Regione o chissà chi altro a dover decidere, in Italia non abbiamo né una legge e neppure un regolamento sul fine vita. Non mi pare un segno di civiltà.

Angelo Marcon

Treviso

La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti

Caro lettore, personalmente penso che sul fine vita la grande maggioranza delle persone sia convinta che non sia più accettabile l'attuale vuoto legislativo e che sia necessario arrivare ad una legge che regoli questa pur delicata e difficile materia. Una consapevolezza che invece la politica, condizionata forse da dubbi ideologici o da troppe preoccupazioni elettorali, non sembra invece aver ancora maturato. Non mi pare però strano né scandaloso che su un argomento di questo tipo ci siano all'interno delle stesse forze politiche, posizioni anche molto diverse: il fine vita è un tema che investe le convinzioni etiche e religiose di ciascuno e su cui talvolta pesano anche esperienze di vita personali. Anche per questo penso che tutte le posizioni, anche le più radicali, meritino rispetto. E trovo sbagliate le furibonde polemiche e le etichette che talvolta gli ultras delle diverse posizioni si scambiano.