La svolta liberal della Lega è ancora lontana, ma la miccia è accesa.

A innescarla, Luca Zaia. Il governatore veneto da poco in pensione sferza il partito sui diritti civili. E lo incalza sul trattamento di fine vita: "Ci vuole una legge in questo paese sul fine vita".

La questione gli sta a cuore da tempo ma stavolta le sue parole suonano ultimative. Stavolta di diverso c'è il contesto: il Doge si collega alla reunion del partito convocata in Abruzzo fino a domani. Si chiama 'Idee in movimento', meglio di così? E nel pomeriggio per la prima volta è attesa una nemica storica di Matteo Salvini com'è Francesca Pascale, in un dibattito proprio sui diritti. Così, complice anche l'assenza di Roberto Vannacci, Zaia si prende la scena e ammonisce: "Dobbiamo avere il coraggio di buttare il cuore oltre l'ostacolo".

Messaggio diretto ai suoi e a tutta la coalizione, perché "come centrodestra non dobbiamo avere un approccio ideologico e lasciare agli altri questi temi". Tanto "vince sempre la destra liberale non quella liberticida" e fondamentalista. Insiste sul concetto, strappando minuti in più a Claudio Durigon, dominus dell'evento e lì nell'insolita veste di intervistatore. Un appello, quello di Zaia, che raccoglie, tra i suoi, il commento stranito della vicesegretaria Silvia Sardone ("La Lega non si è mai occupata di temi etici e credo debba continuare così", ammette) e tra gli alleati, la sponda di Antonio Tajani.