In occasione della Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia, che si celebra oggi 17 maggio, l'Arcigay ha diffuso il report 2026 che raccoglie e classifica i fatti di violenza, discriminazione e odio ai danni di persone, simboli e luoghi Lgbtqia+ registrati dai media italiani negli ultimi 12 mesi.

Sono 127 episodi, “una cifra che restituisce il quadro di un Paese in cui l'odio non è un'eccezione - dichiara il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni -, ma una presenza costante, quasi ordinaria, nella vita quotidiana di chi non si conforma agli stereotipi di genere e orientamento sessuale”.

L'allarme più forte arriva dalle dating app: il report censisce almeno 14 notizie di adescamento via chat o app di incontri, ma ogni caso è in realtà un contenitore di più azioni violente: rapine, pestaggi, estorsioni, ricatti. A Treviso un 42enne viene adescato e brutalmente picchiato. A Bergamo e Caserta le chat diventano terreno di caccia per aggressioni seriali. A Padova e Rovigo uomini gay raggiunti a casa e rapinati. A Bologna e Rimini coppie che si organizzano per adescare vittime.

L'episodio più drammatico è quello di Alessandria: due ventenni adescano una ragazza trans tramite app, la rapinano e la uccidono. “L' app di incontri - spiega Piazzoni -, che per alcune persone può essere un canale fondamentale di relazione, è diventato un terreno di caccia per soggetti che combinano odio, omofobia e opportunismo criminale”. Non mancano le violenze nei luoghi che dovrebbero essere sicuri o ai simboli della comunità: le panchine arcobaleno vengono regolarmente e ripetutamente imbrattate, gli spazi associativi, Pride Village e discoteche frequentate dalla comunità vengono predati da chi progetta vandalismi o aggressioni.