Roma, 15 mag. (askanews) – “In occasione della Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia vogliamo riportare al centro del dibattito pubblico una realtà che troppo spesso viene minimizzata, invisibilizzata o raccontata come marginale. I dati, invece, ci dicono con chiarezza che la violenza, la discriminazione e la paura fanno ancora parte della vita quotidiana di moltissime persone LGBTQIA+ in Italia e in Europa”: lo ha dichiarato Mario Colamarino, portavoce dello storico Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli a Roma.
“Secondo l’Agenzia dell’Unione Europea per i Diritti Fondamentali (FRA), una persona LGBTQIA+ su due ha subito molestie nell’ultimo anno. È un dato enorme, che racconta un clima sociale ancora profondamente ostile. Non parliamo solo di aggressioni fisiche, ma di insulti, intimidazioni, esclusione sociale, hate speech online, discriminazioni nei luoghi di lavoro, nelle scuole e perfino all’interno delle famiglie”.
“In Italia la situazione non è diversa. I dati ISTAT ci dicono che oltre una persona LGBTQIA+ su due limita la propria espressione affettiva in pubblico per paura di molestie o violenza. Questo significa che ancora oggi migliaia di persone rinunciano alla libertà di vivere apertamente la propria identità o i propri affetti. Significa evitare un gesto semplice come tenersi per mano, abbassare la voce quando si parla del proprio compagno o della propria compagna, modificare il proprio modo di vestirsi o di comportarsi per paura di essere insultati o aggrediti”, ha aggiunto.








