Che una torta di meringa, panna montata e frutta sia stata dedicata a una ballerina magrissima, eterea, simbolo di leggerezza e disciplina, basterebbe già a rendere curiosa questa storia. Ma c’è dell’altro: la pavlova, torta elegantissima e raffinata che sembra una innocua nuvola dolce, ha scatenato (e continua tutt’ora a farlo) ferocissime rivalità tra Australia e Nuova Zelanda per accaparrarsene la paternità.

Anna Pavlova, ballerina russa nata a San Pietroburgo nel 1881, fu una star del primo Novecento e divenne famosa per le sue straordinarie interpretazioni de La morte del cigno, l’assolo creato appositamente per lei dal coreografo Michail Fokinë. Pavlova lo interpretò per tutta la vita, portandolo nelle tournée internazionali che la resero un mito della danza. Nel 1926 la sua tournée arrivò anche in Australia e in Nuova Zelanda. E da allora, quindi da un secolo esatto, Australia e Nuova Zelanda si contendono la paternità della torta che porta il suo nome.

La versione neozelandese racconta che un cuoco di Wellington avrebbe creato il dolce in omaggio alla ballerina, ispirandosi al suo arioso e candido tutù. Secondo la versione australiana, invece, a Perth nel 1935, Bert Sachse, chef dell’Esplanade Hotel, avrebbe preparato una torta così leggera che un cliente l’avrebbe definita “leggera come Pavlova”. E così prese questo nome. Altra versione, più romantica, racconta di un Sachse invaghito della ballerina che, una volta saputo della sua morte (avvenuta nel 1931) decise di creare un dolce in sua memoria.