Forse una concessione dovranno farla, David Fiordigiglio e Simone Falsaperla: cambiare il nome alla propria “torta di rose”, trasformandola in “Torta del Papa”. Perché i due intraprendenti chef ci hanno preso gusto – tanto quanto in Vaticano alla loro creazione – e quel dolce portato al pontefice alcuni mesi fa inizia a diventare una gustosa tradizione.

Ultimo appuntamento in ordine di tempo, il Gran Gala del giuramento delle Guardie Svizzere ha visto protagonista il dessert della coppia di chef, l’uno lombardo e l’altro siciliano, per un evento esclusivo all’interno dei Musei Vaticani che per una notte sono stati allestiti all’insegna della cucina italiana.

L’esperienza

“Un’esperienza straordinaria, eravamo davvero emozionati”, commentano gli chef autori della “Torta del Papa”, ovvero una torta di rose alle vaniglie con crema inglese calda al Vin Jaune. L’effetto wow nell’allestimento dei Musei Vaticani è stato così arricchito dalla cucina italiana e dal dolce. “Un grande onore per noi – dicono Fiordigiglio e Falsaperla – ed è stato emozionante al termine della cena andare al centro della sala e raccontare il nostro dolce”.

Una torta di rose per papa Leone. Così Fiordigiglio conquista il pontefice