Una torta di rose per papa Leone XIV. L’ha preparata David Fiordigiglio, chef itinerante – come ama autodefinirsi – da anni protagonista anche su RaiUno a “È sempre mezzogiorno!”, con Antonella Clerici.
Fiordigiglio è arrivato all’udienza del mercoledì in treno, portando con sè sei delle sue creazioni (una per il pontefice, cinque per i cardinali, tra cui monsignor Parolin) quasi a raccontare che dietro un prodotto così complesso c’è una storia di persone, di più persone. Quelle fidate che lo accompagnano da sempre nel suo percorso che, malgrado la giovane età – lo chef compie trent’anni il prossimo ottobre – inizia a essere ricco di emozioni. Mancava quella dell’incontro con il papa, cui aveva scritto una lettera per raccontargli la propria passione per il lavoro, ma anche gli studi e gli anni trascorsi nelle cucine stellate per arrivare a realizzare un sogno: quella divisa bianca oggi è un tutt’uno con il suo corpo, “l’ho lavata e stirata bene”, racconta al telefono dopo l’udienza.
I sogni
Oggi che un piccolo passo è stato fatto, Fiordigiglio non si ferma: “Nella lettera al papa raccontavo il mio desiderio di continuare a crescere, di non fermarmi”. E poi quella torta di rose diventata un marchio personale, nata in un momento particolare della propria vita, quello dell’isolamento a causa del Covid. Una torta di rose rivisitata dopo anni di perfezionamenti, con una dedica speciale alla sorella Valentina, una delizia “tanto complessa quanto gustosa che mi diede un grande aiuto nelle mie giornate in quarantena”. Lontano da casa, dagli affetti, in un B&B di via Giulia a Roma scelto per la presenza di un forno e di un abbattitore. Quella Roma dove la torta di rose ha iniziato ad addolcire le cene dei vip. Quella stessa città dove la torta di rose è andata nella mani del pontefice.






