Xi Jinping ha scatenato un’epurazione senza precedenti ai vertici militari cinesi, rimuovendo decine di generali e il suo stesso ex braccio destro Zhang Youxia per sospetti di slealtà e corruzione, rischiando di indebolire la prontezza operativa delle forze armate proprio mentre cresce la tensione con gli Stati Uniti.

Il presidente cinese Xi Jinping sta attraversando una delle crisi più gravi dei suoi tredici anni di potere. Come spiega il New York Times, che al tema dedica un lungo approfondimento, la vasta epurazione che ha colpito i vertici militari non è più una semplice campagna anticorruzione, ma una vera e propria resa dei conti che ha falcidiato l’élite delle forze armate.

Generali un tempo intoccabili sono caduti uno dopo l’altro, incluso Zhang Youxia, ex braccio destro di Xi.

In un momento di crescente tensione con gli Stati Uniti, il leader cinese appare ossessionato dalla lealtà assoluta, al punto da mettere a rischio lo stesso progetto di modernizzazione militare che aveva tanto faticosamente costruito.

Le immagini della recente riunione legislativa sono eloquenti. Un anno prima la sala era piena di una quarantina di generali; stavolta la loro presenza era ridotta a un pugno.