Roma, 18 feb. (askanews) – Nelle due principali potenze militari del pianeta, Stati uniti e Cina, il rapporto tra leadership e vertici delle forze armate appare sempre più segnato da conflitti interni, epurazioni e lotte di influenza. A Washington le tensioni attraversano il Pentagono dell’amministrazione Trump; a Pechino le purghe ordinate da Xi Jinping stanno ridisegnando ai massimi livelli la catena di comando dell’Esercito popolare di liberazione.
Negli Stati uniti, l’ultimo episodio – messo in evidenza oggi dal Washington Post – riguarda il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che ha voluto la rimozione del colonnello David Butler, consigliere del segretario dell’Esercito Dan Driscoll. Butler, ufficiale con 28 anni di carriera e già portavoce del capo degli Stati maggiori riuniti Mark Milley, era stato candidato alla promozione a generale di brigata; Hegseth ha però bloccato l’avanzamento e sollecitato direttamente il suo licenziamento. L’ufficiale ha quindi scelto il pensionamento anticipato per non ritardare le promozioni dei colleghi. Dietro la decisione, secondo funzionari della difesa, vi sarebbero rivalità politiche tra Hegseth e Driscoll, figura emergente nell’entourage di Trump e vicino al vicepresidente JD Vance, oltre alla persistente ostilità dell’attuale leadership del Pentagono verso l’ex capo di stato maggiore Milley.






