Roma, 25 feb. (askanews) – La purga militare senza precedenti, che ha colpito oltre metà delle posizioni di vertice dell’Esercito popolare di liberazione cinese (Pla) e decimato lo stato maggiore attorno a Xi Jinping, sta ridefinendo profondamente il rapporto tra Partito e forze armate nella Repubblica popolare. E’ quanto emerge da uno studio del Csis (Center for Strategic and International Studies), secondo cui l’epurazione interna avviata dal leader cinese è molto più vasta di quanto finora ritenuto e rischia di incidere sia sulla prontezza operativa sia sugli equilibri di potere futuri nel sistema di sicurezza di Pechino.
Secondo il rapporto, dal 2022 almeno 36 generali o tenenti generali sono stati ufficialmente rimossi e altri 65 risultano scomparsi o probabilmente sotto indagine, per un totale di 101 ufficiali coinvolti. Il dato più significativo riguarda il cuore del comando militare: sei membri della Commissione militare centrale (Cmc) – il vertice assoluto delle forze armate cinesi – sono stati epurati negli ultimi anni, inclusi due ministri della Difesa e i due vicepresidenti militari He Weidong e Zhang Youxia. Di fatto, osserva il Csis, la leadership in uniforme della Cmc è stata quasi azzerata: alla fine del 2025 l’unico generale rimasto nell’organismo era Zhang Shengmin, accanto al presidente Xi Jinping, che è un civile.







