Dopo anni di infuocato dibattito e reiterati assestamenti e limature, il nuovo regolamento UE sui veicoli a fine vita è a un passo dall'essere adottato. E coinvolge anche le terre rare, l'oro dei nostri tempi tecnologici. Lo scorso 25 febbraio, l'accordo provvisorio sul testo finale è stato confermato sia dal Comitato dei rappresentanti permanenti del Consiglio sia dalle commissioni Ambiente e Mercato interno del Parlamento. Ora si attende soltanto la votazione, prevista entro l'estate (trattandosi di un regolamento, sarà applicabile direttamente in tutti gli Stati senza bisogno di recepimento nazionale).
Circolarità della filiera automotive e passaporto digitale
«Questo regolamento cambierà il volto dell'intero settore automotive, dai fabbricanti fino ai recuperatori dei veicoli a fine vita. Il suo ambito abbraccia tutta la gamma dei mezzi a motore e prescrive interventi di circolarità lungo l'intera filiera, dalla progettazione dei veicoli fino ai processi di triturazione e recupero di quelli rottamati, con i vari passaggi di gestione e utilizzo tracciati da un passaporto digitale», spiega Marco Ferracin di Safe, l'hub italiano delle economie circolari. Che prosegue: «Un aspetto interessante è che a essere regolamentate saranno anche le vendite di veicoli usati e le relative esportazioni, al fine di ostacolare la dispersione dei mezzi a fine vita».






