L’Unione europea è un’importante unione politico-economica, nata come progetto di pace e oggi composta da 27 Stati membri. In un contesto globale caratterizzato da riallineamenti geopolitici, protezionismo e rinnovate tendenze nazionalistiche, vi è crescente attenzione al ruolo di partenariati tra Paesi che condividono valori simili. In tale contesto, la cooperazione tra economie avanzate impegnate nell’apertura dei mercati, nel coordinamento regolatorio e nel commercio internazionale può contribuire a preservare la competitività economica e a rafforzare i quadri esistenti di cooperazione.
Di conseguenza, una più profonda cooperazione istituzionale ed economica tra l’Unione europea e partner strategici – quali Canada e Giappone – potrebbe rafforzare l’integrazione transatlantica e i rapporti con l’area Indo-Pacifica. Insieme, queste economie rappresentano alcuni dei più grandi e avanzati mercati industriali e tecnologici al mondo, contribuendo a circa il 19.22% del PIL globale complessivo (2025).
L’estensione della cooperazione a settori quali commercio, catene di approvvigionamento, materie prime critiche e innovazione tecnologica con ulteriori partner affini, tra cui Regno Unito, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda, potrebbe ampliare ulteriormente la portata economica e strategica di tali partenariati. Ciò porterebbe la loro quota combinata del PIL mondiale a circa il 24,19% nel 2025, e rafforzerebbe la diversificazione economica e la resilienza strategica in un contesto internazionale incerto. Inoltre, una cooperazione più intensa tra questi attori potrebbe favorire un maggiore coordinamento sul piano regolatorio, un dialogo politico più strutturato e l’elaborazione di approcci condivisi alle sfide globali.







