Due vere e proprie zecche clandestine, una a Prato e l'altra a Quarrata, all'interno del quale venivano coniate monete false. È quel che avrebbe fatto emergere l'indagine condotta dalla procura di Prato, al termine della quale è stato eseguito un provvedimento di fermo nei confronti di cinque indagati ritenuti appartenere a un consorzio di natura transnazionale composto da cittadini cinesi radicati nell’area pratese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il gruppo sarebbe coinvolto in una strutturata attività di falsificazione, focalizzandosi in particolare nella distribuzione e dello smercio di ingenti quantitativi di monete dal valore di due euro. Spiccioli contraffatti che, sempre secondo chi indaga, riuscivano a quanto pare a ingannare anche i dispositivi elettronici di controllo più avanzati. Dall’avvio dell'inchiesta (partita lo scorso novembre) spiega la procura in una nota, sono state sequestrate in tredici occasioni quasi 20mila monete false rinvenute nei cambia-monete delle sale slot e video lottery della provincia di Prato.Gli euro contraffatti riproducevano le monete in circolo in Italia, Francia, Germania, Slovenia, Grecia, Belgio e Lussemburgo. Le indagini, condotte con il supporto dei carabinieri del nucleo operativo antifalsificazione monetaria di Roma e del Comando Legione Toscana, hanno permesso di ricostruire l’operatività del gruppo criminale, stabilmente attivo a Prato. Durante l’operazione, eseguita nella notte tra venerdì 15 e sabato 16 maggio, è intervenuto anche personale specializzato della Zecca di Stato e di Europol. Sono stati fermati dai carabinieri tre cittadini di 47 anni (ritenuto il capo dell'operazione) accusati a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla produzione e al traffico di monete false, che avrebbero gestito sistematicamente l’approvvigionamento di ingenti quantitativi di materiali (inner e ring) prodotti nella Repubblica Popolare Cinese.