Avevano costruito due zecche clandestine, una a Prato e l’altra nelle campagne di Quarrata, nel Pistoiese. E producevano, o meglio riproducevano, monete da 2 euro false ma praticamente identiche a quelle vere e indistinguibili anche per la Banca Centrale Europea. La Zecca di Stato ha messo in evidenza che si tratta di una “innovativa e insidiosissima classe di contraffazione” che è stata “evidentemente concepita per l’inserimento nei cambia-monete per ottenere banconote vere”. La banda è stata smantellata nel corso di un’operazione condotta dalla Procura di Prato: 5 fermati.

Il blitz segue una lunga serie di sequestri avviati dai magistrati toscani, coordinati dal procuratore Luca Tescaroli, cominciati nell’autunno scorso. Un’attività che ha visto la collaborazione degli inquirenti italiani con le autorità europee e cinesi. Nel tempo sono stati sequestrati oltre 20mila esemplari di monete, ritenute una piccola porzione di quelle realmente prodotte, e un container con una tonnellate di materie prime, usate per poi preparare i falsi.