Una truffa di dimensioni impressionanti. Un piano messo a punto da un gruppo legato alla criminalità organizzata cinese, che è riuscita a mettere a segno la migliore falsificazione di valuta in circolazione. Monete da due euro, meno appariscenti delle banconote, più facili da mettere in circolazione, talmente simili agli originali da risultare indistinguibili anche alla Bce. Le materie prime, come il nichel e una lega di nichel-ottone, venivano importate dalla Cina. Una volta sdoganate in Germania e in Belgio, i metalli venivano portati in due zecche clandestine nel cuore della Toscana, a Prato e a Quarrata.
La banda, smantellata nel corso di un’operazione condotta dalla Procura di Prato e dai carabinieri del nucleo antifalsificazione monetaria, aveva inondato il mercato di monete. Identiche alle originali, per peso e magnetismo, al punto da ingannare cambia monete e video slot. I falsari avevano emulato i disegni prodotti in tutti i Paesi Ue, persino edizioni speciali come la moneta commemorativa della Fondazione dell’Areonautica militare, della coppa di rugby in Francia del trentennale della bandiera Ue coniata in Germania.
All’alba di oggi i militari hanno perquisito i due laboratori clandestini. Il primo era situato in via Paoli, a Prato, il secondo nell’area rurale di Quarrata. Cinque gli indagati colpiti da un provvedimento di fermo – Zhu Yong, 40 anni, Ren Jihao, 41, Chen Guiyi, 36, Zhong Jinquian, 47, Huang Zhihong, 51 – tutti cinesi. L’accusa nei loro confronti è di associazione per delinquere.









